L' assassinio del Commendatore

Murakami Haruki

Einaudi (2018)
20 €
 9788806237615

Una borsa con qualche vestito e le matite per disegnare. Quando la moglie gli dice che lo lascia, il protagonista di questa storia non prende altro: carica tutto in macchina e se ne va di casa. Del resto che altro può fare? Ha trentasei anni, una donna che l'ha tradito, un lavoro come pittore di ritratti su commissione che porta avanti senza troppa convinzione dopo aver messo da parte ben altre aspirazioni artistiche, e la sensazione generale di essere un fallito. Così inizia a vagabondare nell'Hokkaid?, tra paesini di pescatori sulla costa e ry?kan (le tipiche pensioni a conduzione famigliare giapponesi) sulle montagne. Finché un vecchio amico gli offre una sistemazione: potrebbe andare a vivere nella casa del padre, lasciata vuota da quando questi è entrato in ospizio in preda alla demenza senile. Il giovane ritrattista accetta, anche perché il padre dell'amico è Amada Tomohiko, uno dei pittori più famosi e importanti del Giappone: abitare qualche tempo nella casa che fu sua, per quanto isolata in mezzo ai boschi, è una tentazione troppo forte. Quando si trasferisce lì, il nostro protagonista capisce che la sua decisione ha dato il via a una serie di eventi che cambieranno per sempre la sua vita... anzi, la sua realtà. Prima lo intuisce quando scopre un quadro che Amada Tomohiko aveva nascosto nel sottotetto subito dopo averlo dipinto, molti decenni prima: è una scena misteriosa e apparentemente indecifrabile, che però trasuda una violenza maligna e indicibile. Poi ne avrà la certezza quando, una notte, sente il suono flebile eppure inconfondibile di una campanella provenire dal folto del bosco. Facendosi coraggio decide di seguire quel suono che sembra aver attraversato dimensioni sconosciute: dietro un piccolo tempio abbandonato, in mezzo agli alberi, c'è un tumulo di pietre. C'è davvero qualcuno - o qualcosa - che agita una campanella lì sotto? «L'assassinio del Commendatore» (di cui questo «Idee che affiorano» è il primo volume) è il ritorno di Murakami Haruki alle atmosfere fantastiche e sospese di «1Q84»: un'indagine sulla forza riparatrice dell'arte e quella distruttrice della violenza; su come sopravvivere ai traumi individuali (ad esempio la fine di un amore) e a quelli collettivi (una guerra, un disastro); sul fare tesoro della propria fragilità e diventare ciò che si è.
@patrizianiutta
17 settembre 2019
Un prologo folgorante mi ha incatenata a questo romanzo, da cui adesso riemergo con sentimenti contrastanti. Un pittore trentaseienne in crisi professionale e sentimentale, una casa in montagna appartenuta a un grande artista giapponese, un affascinante e misterioso vicino, il cui nome significa “sfuggire al colore”, una campanella buddista che suona di notte, un pozzo nel terreno dietro casa, un bellissimo quadro scoperto nel sottotetto abitato da un gufo, sono gli elementi che danno vita a un racconto nella migliore tradizione di Murakami. Atmosfere al confine tra reale e irreale “Il bosco mi sembrava molto diverso da come lo vedevo durante le mie passeggiate diurne. In quel momento seguiva la logica della notte, una logica nella quale io non ero incluso.” si alternano a momenti di vita quotidiana descritti minuziosamente, quasi a scandire e separare lo scorrere naturale del tempo dal tempo della storia che a volte si riavvolge, a volte si dilata rincorrendo ricordi, ma sempre nella consapevolezza che “Me lo devo fare amico, il tempo”. Anche la percezione delle cose cambia. Il protagonista in crisi si sente risucchiato in un vortice in cui le certezze sono poche, se non addirittura inesistenti: “Per non so quale motivo, nella cornice della mia memoria tutto si trasforma di continuo, gli eventi, gli oggetti, e anche, forse per reazione, quei criteri che dovrebbero restare immutabili. Sia chiaro però che quest’alterazione della memoria non riguarda tutto il mio passato: non tutti i miei ricordi si gonfiano e si restringono piú o meno a caso”. Presenza e assenza, vita e morte, presente e passato sono i nodi da sciogliere in questo romanzo, le cui pagine più belle sono quelle in cui è descritto il processo creativo, il momento in cui il pittore sceglie i colori e poi con poche, sicure pennellate, riempie la tela bianca. E poi, una volta completata l’opera, il distacco: “Quel quadro l’avevo dipinto io, d’accordo. Eppure si era staccato da me, era diventato una proprietà di Menshiki, e adesso che era appeso a una parete del suo studio, non potevo piú toccarlo. Ormai era suo, non mio. Se per qualche motivo avessi voluto prenderlo, sarebbe scivolato via dalle mie mani guizzando come un pesce.” Un viaggio alla ricerca della propria arte, del proprio io, che a un certo punto diventa il viaggio di Alice, mentre risuonano la musica di Strauss e il Don Giovanni di Mozart e riecheggiano la favola di Barbablu e i racconti cupi di Ueda Akinari, scrittore giapponese del XVIII secolo. Il fantastico prevale nel secondo libro, che per incapacità di aspettare gennaio, ho letto in inglese. Tra Idee e Metafore, i fili si intrecciano e sembra impossibile rimettere tutti i tasselli a posto. Murakami lo fa, a modo suo, lasciando diversi punti irrisolti, riportando la vita del protagonista dentro una normalità che sembra allontanarlo dal suo ideale di arte. Da qui, per me, il sapore amaro dell’incompiuto, di un universo sotterraneo esplorato a metà, mentre il tempo e la vita scorrono.
@deboragioia
05 maggio 2019
Io lo sto leggendo in questo periodo. È un romanzo davvero bello e sono sempre più curiosa di sapere come va a finire. Non avevo mai letto nulla di Murakami prima d'ora ed è stata una bella scoperta!
@vanessaciampa
20 gennaio 2019
Ho appena finito di leggere il libro primo. Direi che è molto introspettivo. Però nella parte finale mi ha incuriosito, perchè suggerisce un possibile lato nascosto del protagonista. Ho fiducia in Murakami è non vedo l'ora di leggere il seguito!
@mariagrazia
20 gennaio 2019
Il protagonista mi ha ricordato Mr. Gwyn di Baricco, questa a storia non è accattivante, mi chiedo se migliorerà nel secondo libro in uscita a breve,vedremo.