Perché scrivere? Saggi, conversazioni e altri scritti 1960-2013

Roth Philip

Einaudi (2018)
22 €
 9788806238544

Trentuno libri, di cui ventisette opere di narrativa. Quando Philip Roth si è dedicato alla nonfiction è stato per festeggiare compleanni, accettare premi, rispondere a interviste o provocazioni, reinventare la storia. E offrire il suo sguardo sul mondo e sul presente. La prima parte di "Perché scrivere?", con saggi da "Leggere me stesso e altri", si apre con lo scenario immaginato di "Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno" e prosegue con discorsi e interviste sul suo lavoro. Queste pagine spaziano, per genere e temi, da un ipotetico Kafka insegnante del giovane Roth alle riflessioni sulla comunità ebraica, dai bilanci letterari con Joyce Carol Oates alle conversazioni - e relative smentite - sulla natura autobiografica di Portnoy o Zuckerman. La seconda sezione propone una nuova versione di "Chiacchiere di bottega", una serie di dialoghi con interlocutori come Appelfeld, Levi e Kundera, e di saggi su Malamud e Bellow. Roth si rivela qui un intervistatore appassionato, attento lettore dell'opera dei suoi colleghi e amici. La terza parte, "Spiegazioni", comprende brani inediti di un Roth approdato alla saggezza lucida e ironica della maturità: come "Errata corrige", una lettera aperta a Wikipedia in cui segnala gli errori commessi dall'enciclopedia online nelle pagine che lo riguardano e "Sugo o salsa", che svela la verità - o una delle sue declinazioni - su alcuni suoi famosi incipit. A completare il volume, due interviste rilasciate dopo aver abbandonato la scrittura: guardando commosso al passato, Roth ricorda con emozione i successi di una carriera letteraria che di fatto coincide con la sua vita.
@leopoldbloom
21 maggio 2020
Tra i libri che preferisco ci sono quelli in cui gli scrittori raccontano il loro modo di scrivere, le proprie letture, ecc. Non so perché, ma avevo delle aspettative più alte. In ogni caso è una buona raccolta di saggi. Da leggere.