La casa sull'argine. La saga della famiglia Casadio

Raimondi Daniela

Nord (2020)
18,00 €
 9788842932901

La famiglia Casadio vive da sempre nel borgo di Stellata, all'incrocio tra Lombardia, Emilia e Veneto. Gente semplice, schietta, lavoratrice. Poi, all'inizio dell'Ottocento, qualcosa cambia: Giacomo Casadio s'innamora di Viollca Toska, una zingara, e la sposa. Da quel momento, i discendenti della famiglia si dividono in due ceppi: i sognatori dagli occhi azzurri e dai capelli biondi, che raccolgono l'eredità di Giacomo, e i sensitivi, che hanno gli occhi e i capelli neri di Viollca, la veggente. Da Achille, deciso a scoprire quanto pesa un respiro, a Edvige, che gioca a briscola con lo zio morto due secoli prima; da Adele, che si spinge fino in Brasile, a Neve, che emana un dolce profumo quando è felice, i Casadio vivono sospesi tra l'irrefrenabile desiderio di sfidare il destino e la pericolosa abitudine di inseguire i loro sogni. E portano ogni scelta sino in fondo, non importa se dettata dall'amore o dalla ribellione, dalla sete di giustizia o dalla volontà di cambiare il mondo. Ma soprattutto a onta della terribile profezia che Viollca ha letto nei tarocchi in una notte di tempesta... La saga di una famiglia che si dipana attraverso due secoli di Storia, percorrendo gli eventi che hanno segnato l'Italia: dai moti rivoluzionari che portarono all'Unità fino agli Anni di Piombo.
@maria lorenavenditti
22 novembre 2020
Avvincente e sebbene saga familiare,argomento molto ripetuto, questo libro sa esserlo con originalità.
@michelaromolo
24 ottobre 2020
Un libro che prende sin dall'inizio. Scritto bene, dove i personaggi entrano nel cuore del lettore. Le ultime pagine le ho lette piangendo. Voto 10
@gloriazanchetto
23 settembre 2020
Ho comprato questo libro attratta dalla splendida copertina e dall'ambientazione storica della vicenda nella mia terra, il Polesine e, devo dire, che questa famiglia mi ha conquistata fin da subito. I Casadio sono di Stellata, un paese di confine tra il mantovano, il ferrarese e il rodigino e con il matrimonio di Giacomo con la zingara Viollca si genera una stirpe numerosa, i cui membri sono, in parte biondi, con gli occhi azzurri ed il sorriso malinconico dei sognatori, in parte, con i capelli corvini, occhi scuri e i talenti più disparati. Un giorno Viollca legge nei tarocchi una profezia nefasta che colpirà qualcuno dei suoi discendenti, ma non riesce a capire né quando si verificherà questa maledizione né chi ne sarà il destinatario. Ritiene, però, che l'unione con Giacomo abbia generato una stirpe di sognatori, di gente destinata alla sofferenza e alla rovina. E cosi, Viollca avverte della disgrazia suo figlio e, attraverso lui, tutte le generazioni future, con l'invito ad essere vigili, a guardarsi dalle passioni sconsiderate e dall'inseguire sogni impossibili che portano, inevitabilmente, al fallimento. Questa disgrazia preannunciata condizionerà, quindi, tutte le generazioni future dei Casadio, che per sfuggire ad un destino avverso, sacrificheranno le loro passioni, convinti di trovare così la felicità. A fare da sfondo alle loro vicende, la campagna e il Po, a volte con l'acqua liscia come la seta, altre volte, con la piena e l'acqua scura. Daniela Raimondi accompagna per mano il lettore nella conoscenza dei tanti personaggi di questa famiglia, tracciando in maniera precisa le caratteristiche di ognuno di essi, e permettendo così di condividerne le abitudini di vita, le scelte e i drammi interiori, senza perdersi per strada ma riuscendo con facilità a ricordare nomi e parentele (ad ogni modo, alla fine, del libro è rappresentato l'albero genealogico dei Casadio, in aiuto ai più smemorati). Ho trovato molto suggestiva la contrapposizione tra il realismo dei personaggi e la poesia con cui vengono descritti i sentimenti, soprattutto le emozioni forti come la paura dei giovani al fronte o il coraggio di chi decide di partire per rifarsi una vita altrove, o la determinazione di chi porta avanti i propri ideali politici fino a rimanerne travolto. Un grande senso del rispetto viene portato per la morte: che sia naturale o violenta, la morte è descritta come un momento di passaggio, di commiato dalla vita terrena, l'estremo saluto ad una persona cara rimasta in vita. Alcuni dei Casadio parlano con i defunti, altri li incontrano in sogno, altri ancora trovano proprio nei morti la loro compagnia, addirittura giocandoci a carte. E il messaggio che passa è che la morte fa parte della vita e i nostri cari non ci lasciano mai del tutto. Anche migrare è un po' come morire: che si tratti di passaggio dalla campagna alla città, in un'altra zona dell'Italia o all'estero, separarsi dalla propria casa, dalle proprie abitudini, dagli affetti, senza sapere se e quando si farà ritorno, lascia un profondo turbamento e un senso di inquietudine. E quando si vive lontano per tanto tempo, anche se si invecchia, si sente il richiamo del nido e di rivedere i propri cari. Tuttavia, si matura anche la consapevolezza di essere stranieri in patria, cioè "di non appartenere più a nessuna terra, nemmeno a quella dove si è nati”. Potrei continuare all'infinito ad esaltare questo capolavoro letterario che mi è entrato nel cuore fin dalle prime pagine e che si legge tutto d'un fiato. In più punti, l'autrice è riuscita a commuovermi e ad emozionarmi, facendomi entrare in simbiosi con il personaggio. Posso annoverare questo libro tra le mie letture preferite, da leggere e rileggere senza annoiarmi mai, anzi scoprendo, ogni volta, dettagli che prima non si erano colti. Consigliato....e basta.
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