Enzo Gianmaria Napolillo presenta "Carlo è uscito da solo"

L'autore dialoga con il giornalista Michele Sada

  18:00
Ubik Como
Piazza San Fedele 32, 22100 Como (CO), Italia

Carlo è uscito da solo

Napolillo Enzo Gianmaria

Feltrinelli (2020)
15 €
 9788807033803
Carlo ha trentatré anni e non esce mai da solo. Non rivolge la parola agli sconosciuti e conta tutto ciò che lo circonda: le briciole sul tavolo, le gocce di pioggia sulla finestra, le stelle in cielo. "Una linea retta è una serie infinita di punti", così gli ha detto anni prima la professoressa delle medie, ma non l'ha avvisato che alcune rette possono essere interrotte. Come la linea rassicurante della sua vita, che un giorno è andata in pezzi e da allora non è più stato possibile aggiustarla. Per questo ora Carlo si circonda di abitudini e di persone fidate, come i suoi genitori e sua sorella Giada: ha costruito un muro tra lui e il mondo esterno. Finché una mattina incontra Leda, la nuova ragazza del bar dove fa sempre colazione con il padre, ed è lei a creare una crepa nel muro, a ridargli un raggio di speranza. Nelle loro durezze, nei loro spigoli, riconoscono il reciproco dolore, stringono una tacita alleanza e cercano la forza per affrontare i ricordi e camminare liberi verso il futuro. Il racconto di un ragazzo e una ragazza danneggiati dalla vita, la storia tenace di un uomo che non si arrende e di una donna che potrebbe aiutarlo a rinascere, a darsi una possibilità. A uscire da solo, per non essere più solo.
@carlabonfitto
23 agosto 2020
Enzo Gianmaria Napolillo torna con il suo nuovo romanzo “Carlo è uscito da solo” (Feltrinelli). Ho atteso questo romanzo con grande curiosità. Dopo aver consigliato ai miei alunni ed ai miei amici di lettura il suo precedente romanzo “Le tartarughe tornano sempre” (Feltrinelli), sapevo già che non sarei rimasta delusa dalla storia di Carlo e che nuovamente mi sarei lasciata avvincere dalle parole di Napolillo. Così è stato! E’ molto difficile trovare le parole giuste per descrivere quello che ho provato dopo aver letto il romanzo. “Carlo è uscito da solo” ed io l’ho seguito, aspettato. Mi ha raccontato la sua vita e mi ha permesso di entrarci lentamente e, adesso che gli sono amica, vedo le cose in maniera molto diversa. E’ facile voler bene a Carlo e Napolillo ce lo fa amare con delicatezza, con dolcezza, ce lo fa scoprire nel suo essere più profondo. Carlo ha trentatré anni e non esce mai da solo. Una passione per la matematica (conta tutto quello che gli capita) e per la musica classica, fino a quando la sua vita prende una direzione diversa. Carlo si chiude in se stesso e tace i soprusi subiti, le violenze fisiche e psicologiche, le ingiustizie e la derisione. Una storia di grande solitudine non voluta, non cercata. Il racconto si sviluppa su due piani temporali: il passato (il dolore) e il presente (la speranza). Circondato dall’affetto dei suoi genitori Anselmo e Rita e della sorella Giada, sembra che Carlo abbia chiuso con tutti, ma la vita sa meravigliare anche chi non vuole essere meravigliato. Sarà l’incontro con Leda che lavora in un bar dove Carlo fa colazione accompagnato dal padre Anselmo, a far scattare quella sintonia particolare. Anche Leda ha sofferto, anche Leda a modo suo è sola, ma saprà infondergli fiducia, dargli speranza, portandolo a rialzarsi, a ricostruire, a rimettersi in piedi con equilibrio e riscoprire la bellezza delle piccole cose, guardandole in modo diverso dall’uomo di oggi, troppo occupato da altro per accorgersi che la vita è troppo bella per non assaporarne gli attimi felici. Un romanzo che grida dolore, che ci porta a riflettere, a pesare le parole, a considerare comportamenti e atteggiamenti all’apparenza scontati, ad usare il nostro sguardo con più attenzione, soprattutto quando si è genitori e non si riesce ad ascoltare e a comprendere. Napolillo è diretto quando racconta e con delicatezza porta il lettore ad assistere a scene di violenza e di bullismo per scuoterlo dentro e risvegliarlo dall’indifferenza. Un misto di emozioni e sensazioni uniche che rimarranno nel cuore del lettore. Sono certa che molti, dopo la lettura di questo romanzo, si prenderanno cura di Carlo. Consigliato per le scuole.