La nostra intervista a Elena Commessatti, autrice de "Il tempo delle viole"
Da mercoledì 8 aprile è in libreria Il tempo delle viole, il nuovo romanzo di Elena Commessatti per Newton Compton, tra gli esordi più attesi dell'anno.
Il tempo delle viole: il nuovo romanzo di Elena Commessatti
Ambientato nel Friuli della Belle Epoque, in un'epoca di pace precedente alla catastrofe della prima guerra mondiale e caratterizzata da un intenso sviluppo industriale, Il tempo delle viole ha per protagoniste tre ragazze di diversa estrazione sociale - Aurora, Bianca e Viola - che insieme daranno vita a una società segreta femminile - le Viole di Udine - per proteggere e sostenere le donne in un’epoca in cui essere libere è un atto rivoluzionario.
Un romanzo corale e potente, capace di parlare anche del nostro presente attraverso un affresco di un'Italia solo apparentemente lontana da quella di oggi.
Il tempo delle viole
La nostra intervista a Elena Commessatti
In occasione della pubblicazione del suo nuovo romanzo Il tempo delle viole, pubblichiamo l'intervista che abbiamo realizzato all'autrice Elena Commessatti.
Viola, Bianca e Aurora sono tre protagoniste molto diverse per estrazione sociale e vissuto personale, ma unite dal desiderio di emancipazione. Quali sono le differenze che le definiscono di più e quali, invece, i punti di contatto? E quali aspetti del loro percorso pensi possano ancora ispirare le donne di oggi?
Sono tre giovani ragazze che vivono alla fine dell’Ottocento, con tutto ciò che questo comporta. Tutte e tre desiderano intimamente una vita diversa. Lo sentono. A volte, tra le pagine, lo esprimono. Aurora è abituata alle asperità dell’esistenza, porta con sé la fatica della povertà, Viola è orfana senza punti di riferimento, ribelle e a volte capricciosa, è sempre alla ricerca di qualcosa ma non sa bene cosa, Bianca è timida e riservata, ama sognare l’altrove, nell’eleganza alle corti dei reali d’Europa. Si studiano e si annusano per un po’, poi diventano complici e si scoprono amiche. Prima ragazze, poi donne con luci e ombre, pregi e difetti, sono fragili nella loro forza e forti nelle loro fragilità, ma per questo molto umane e reali. In qualche modo sono “tridimensionali” e per questo sono fuori dal tempo, sono contemporanee. Tutte e tre hanno una grande resilienza, nonostante tutto, e questo è di ispirazione.
Nel romanzo hanno un ruolo centrale le “Viole di Udine”, una società segreta a sostegno delle donne in un’epoca in cui la libertà femminile è un atto rivoluzionario. Quanto è stato importante per te raccontare la solidarietà femminile? E quanto di quelle battaglie è ancora attuale oggi?
Non è certo scontato che le donne siano capaci di essere davvero amiche e solidali una con l’altra. Ne Il tempo delle viole tutto passa attraverso la trasformazione dei personaggi, non c’è mai una certezza; ci si arriva dopo, soffrendo, vivendo. Aurora, Bianca, Viola diventano solidali a poco a poco, e facendolo migliorano sé stesse. Loro non fanno beneficenza elargendo denaro, come era abitudine al tempo tra gli aristocratici. No, loro offrono strumenti di consapevolezza, come ad esempio la possibilità di nuovi lavori. Questo è attuale. Rendere le donne coscienti delle proprie possibilità creative, dei propri talenti, per l’indipendenza economica, che a fine Ottocento era davvero un miraggio per la maggior parte di loro.
Nel romanzo il Friuli, e soprattutto il fiume Tagliamento, assumono quasi il ruolo di un personaggio. Quanto conta l’ambientazione nella costruzione della storia e nel destino delle protagoniste?
Grazie per la domanda molto gradita. Il Tagliamento, Tiliment in friulano, è un vero personaggio ed è la prima volta che si costruisce un intero romanzo su questo fiume. È il re dei fiumi alpini, l’ultimo a essere ancora libero, allo stato naturale. Bisogna proteggerlo! In generale ho voluto omaggiare la mia bellissima terra, per farla conoscere a tutti. È magica, ed è la regina della diversità, come lo sono i caratteri delle mie protagoniste, profondamente intrecciati all’ambiente in cui vivono.
Da giornalista esperta di luoghi e vicende friulane, come ti sei approcciata alla scrittura di un romanzo storico ambientato in un territorio che conosci così bene? In che modo la tua esperienza professionale ha influenzato il lavoro di ricerca e la costruzione della storia?
Il Friuli Venezia Giulia è terra di confine, di passaggi umani, di storie, tante, che devono ancora venire alla luce. Sono i luoghi a parlarmi. Anche come autrice e conduttrice radiofonica, in Rai, lo racconto da tempo. Così come nelle guide turistiche dedicate a Udine e ad Aquileia che ho scritto. Ho raccolto storie e testimonianze, che sono la base, necessaria e solida, di verità, su cui si poggia Il tempo delle viole, vicenda di fantasia.
Tre ragazze. Un fiume. Un legame che cambierà il loro destino.
Hai scelto di raccontare l’Italia a cavallo tra fine Ottocento e primi del Novecento, sospesa tra tradizione e modernità. Cosa ti affascinava di questo periodo di trasformazione del nostro Paese?
Nel mio cuore c’era il desiderio di occuparmi di pace, di un tempo di sospensione dalle guerre. La Belle Époque anche da queste parti è stata, almeno a parer mio, un periodo assai coinvolgente e creativo. Si usciva dalle guerre d’indipendenza, da poco si era diventati italiani, e si arrivava alla fine del secolo con “il futuro negli occhi” e il desiderio di inventarsi una nuova vita. È il tempo delle invenzioni, della rivoluzione industriale. Per le donne poi, che lavorano nelle filande a condizioni infernali il baco da seta, era arrivato il tempo di cantare insieme la rivoluzione. E io in Il tempo delle viole ho voluto dare corpo alla loro fatica e alla loro necessità di emancipazione. Il mio è un romanzo che coinvolge tutti i cinque sensi.
Cosa ha significato per te scrivere questo romanzo? E cosa speri che rimanga al lettore una volta terminato?
Dare voce a chi non ce l’ha. Lo faccio sempre, ma qui mi ha preso il cuore. È un romanzo struggente, me ne sono accorta man mano che lo scrivevo. È la mia dedica alle donne, forti, coraggiose, le mie “amate” friulane, (e anche giuliane!), sofferenti e dolci (dolci con chi vogliono loro!). Spero che rimanga la speranza, sempre, in un mondo migliore, e giusto, che non spezzi i sogni… e in Il tempo delle viole ce ne sono tanti.
Perché leggere Il tempo delle viole di Elena Commessatti
Leggere Il tempo delle viole significa immergersi in una storia che lascia un segno profondo. Elena Commessatti costruisce un romanzo capace di intrecciare il piano intimo e quello collettivo, dando voce a personaggi e vicende che rimarranno impresse a lungo nella mente e nel cuore del lettore.
Il tempo delle viole è una lettura ideale per chi cerca storie capaci di interrogare il presente partendo dal passato.