“L’apprendista dei fiori”: intervista a Yukihisa Yamamoto
Da martedì 19 maggio arriva in libreria per Garzanti L'apprendista dei fiori dello scrittore giapponese Yukihisa Yamamoto, l’esordio che ha conquistato i lettori giapponesi ed è in corso di pubblicazione in oltre 20 paesi.
L’apprendista dei fiori: di cosa parla il romanzo d'esordio di Yukihisa Yamamoto
L’apprendista dei fiori di Yukihisa Yamamoto ha per protagonista Kikuko, una giovane donna – il cui nome in giapponese significa crisantemo – in preda all’ansia a causa delle enormi aspettative della madre, che da sempre le chiede di essere perfetta. Ad aiutarla sarà Rita, una fioraia che la assumerà come apprendista insegnandole a esprimere i suoi sentimenti attraverso i fiori. Da quel momento per Kikuko i fiori diventeranno un nuovo strumento per comunicare in silenzio, aiutandola a guarire dalle sue ferite.
Un romanzo perfetto per chi ha voglia di primavera, che ricorda il bestseller di Vanessa Diffenbaugh Il linguaggio segreto dei fiori ma anche le atmosfere di Finchè il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi.
L' apprendista dei fiori
La nostra intervista a Yukihisa Yamamoto
In occasione della pubblicazione del suo romanzo d’esordio L’apprendista dei fiori, pubblichiamo l'intervista che abbiamo realizzato all’autore Yukihisa Yamamoto.
La protagonista del romanzo è Kikuko, una giovane donna cresciuta sotto il peso delle aspettative della madre e che fin da piccola ha sentito la pressione di dover essere perfetta. Quanto pensa che i rapporti familiari influenzino il percorso attraverso cui cerchiamo di costruire la nostra identità?
Questa è subito una domanda difficile. Non saprei… Se parlo della mia esperienza personale, non avevo un cattivo rapporto con i miei genitori, ma verso la metà dei miei vent’anni ho lasciato la casa di famiglia e ho iniziato a vivere da solo, perché sentivo che continuare a stare con la mia famiglia sarebbe stato problematico. Forse pensavo che fosse impossibile costruire la propria identità senza allontanarsene. Anche Kikuko è nella stessa situazione. Tuttavia, nel suo caso, pur entrando in un’università d’arte con il sogno di diventare designer, finisce a lavorare in una “black company”, un’azienda tossica, e questo la porta non a costruire la propria identità, ma anzi a smarrire ancora di più se stessa. Nonostante ciò, ormai non riesce più nemmeno a confidarsi con la famiglia e continua a spingersi sempre più al limite. A dire il vero, però, anche oggi che sono sposato e ho due figli ormai adulti, non so ancora bene se io sia davvero riuscito a costruire la mia identità.
Rita è una presenza fondamentale nel percorso di guarigione di Kikuko. Come ha sviluppato questo personaggio e che tipo di guida rappresenta per la protagonista?
Rita è una persona che ha conosciuto il fallimento. Non è riuscita a diventare avvocato e, quasi per fuggire da quella realtà, ha finito per ereditare il negozio di fiori dei nonni. Per questo motivo, Kikuko le ricorda la sé stessa del passato e proprio per questo decide di tenderle una mano. Detto ciò, quando incontra Kikuko per la prima volta aveva già bevuto parecchio. Quindi si potrebbe anche pensare che l’abbia assunta semplicemente sull’onda dell’alcol e di un impulso momentaneo. Su questo aspetto lascio il giudizio ai lettori.
Qual è il fiore giusto per te?
Questo romanzo te lo farà scoprire!
Nel romanzo i fiori non sono soltanto elementi narrativi, ma un modo per esprimere emozioni che i personaggi non riescono a tradurre in parole. Potrebbe spiegare ai lettori italiani quale ruolo abbiano i fiori nella cultura giapponese?
Devo ammettere, con un po’ di vergogna, che io stesso non mi ero mai interessato particolarmente ai fiori. Anzi, quasi non ne avevo mai regalati nemmeno ai miei familiari. Credo che in Giappone, almeno per quanto riguarda gli uomini, sia piuttosto comune. Da quando ho iniziato a scrivere questo romanzo, però, ho cominciato a documentarmi non solo sui fiori in sé, ma anche sui romanzi, i dipinti e le poesie che li riguardano. Così ho scoperto il loro fascino e ho sentito il desiderio di farlo conoscere a più persone possibile. Anche per uno come me, comunque, vedere i ciliegi in fiore sbocciare tutti insieme all’inizio della primavera suscita una forte malinconia. E più si invecchia, più questa sensazione si intensifica. Il loro splendore dura appena tre giorni: forse è proprio questa fugacità a toccare il cuore. Non so se sia qualcosa di tipicamente giapponese.
Il romanzo è composto da otto storie collegate tra loro, ognuna legata a un fiore diverso e al significato che rappresenta. Cosa l’ha portata a scegliere questa struttura narrativa? C’è qualcosa che le ha permesso di esprimere meglio rispetto a una storia lineare?
Conosce i film Barbarossa oppure Dodes'ka-den di Akira Kurosawa? Entrambi sono tratti dalle opere dello scrittore Shugorō Yamamoto e anche quelli sono costruiti come racconti collegati tra loro, con una struttura corale. La protagonista di questo romanzo è sicuramente Kikuko. Tuttavia, volendo raccontare anche le vite dei diversi clienti che visitano il negozio di fiori e delle persone che ci lavorano, ho pensato che questa forma narrativa fosse la più adatta. A proposito: anche se abbiamo lo stesso cognome, non ho alcun legame di parentela con Shugorō Yamamoto. “Yamamoto” è semplicemente uno dei cognomi più diffusi in Giappone.
Il romanzo è profondamente radicato in una sensibilità culturale specifica, quella giapponese, ma affronta temi universali come la ricerca di sé e il bisogno di essere ascoltati. Che cosa spera di trasmettere ai lettori italiani attraverso il suo romanzo, oltre le differenze culturali?
La cosa più importante è che gli esseri umani non possono vivere completamente da soli. Proprio perché siamo legati a qualcuno, anche quando attraversiamo momenti dolorosi o tristi, riusciamo in qualche modo ad andare avanti nella vita.
Tutti i personaggi di questo romanzo portano dentro di sé qualche problema, ma cercano comunque di vivere giornate serene. Proprio perché si impegnano con tutte le loro forze, a volte risultano persino un po’ buffi e fanno sorridere. Credo che i lettori possano riconoscersi in loro. Ho detto molte cose, ma in fondo la speranza più grande è semplicemente che, leggendo questo romanzo, qualcuno possa pensare: “Che bella storia, mi sono divertito a leggerla”.
Perchè leggere L'apprendista dei fiori?
L’apprendista dei fiori di Yukihisa Yamamoto è un romanzo delicato ed emozionante che racconta il peso delle aspettative e il difficile percorso verso l’accettazione di sé. Attraverso il simbolismo dei fiori e il rapporto speciale tra Kikuko e la fioraia Rita, il libro parla con sensibilità di ansia e rinascita. Un romanzo che ricorda come anche le ferite possano trasformarsi in qualcosa di prezioso e pieno di significato.