Libri per ragazzi che non amano leggere: da dove iniziare
Ci sono ragazzi che leggono ovunque: sul divano, in treno, prima di dormire, persino durante la ricreazione. E poi ci sono ragazzi che, appena sentono la parola “libro”, alzano gli occhi al cielo.
Non sempre è disinteresse. A volte è stanchezza, paura di annoiarsi, brutte esperienze scolastiche, difficoltà a concentrarsi o semplicemente l’idea che leggere significhi per forza affrontare romanzi lunghi, lenti, pieni di descrizioni.
Il primo passo, allora, è cambiare domanda. Non “come faccio a farlo leggere?”, ma: quale storia potrebbe incuriosirlo davvero?
Per molti ragazzi e ragazze che non amano leggere, la porta d’ingresso può essere un fumetto, una graphic novel, un libro illustrato, un romanzo breve, una storia comica, un giallo veloce o un’avventura con capitoli corti. I fumetti e le graphic novel, in particolare, non sono “letture di serie B”: uniscono parole e immagini, allenano attenzione, interpretazione e ritmo narrativo, e spesso aiutano anche chi fatica a entrare in una pagina piena di testo. In libreria, il libro giusto nasce spesso da poche domande: che film guarda? Che serie segue? Ama ridere, avere paura, risolvere misteri, scoprire mondi fantastici? Preferisce storie vere o inventate? Leggere da soli o farsi leggere qualche pagina ad alta voce?
Da qui si può cominciare.
Fumetti, graphic novel e letture visiva
Per i ragazzi che si scoraggiano davanti a pagine troppo dense, fumetti e graphic novel sono spesso il punto di partenza migliore: richiedono attenzione, interpretazione delle immagini, comprensione del ritmo, dei dialoghi, dei silenzi e dei dettagli visivi. Semplicemente parlano una lingua più vicina a chi è abituato a serie, video, giochi, manga e narrazioni rapide.
Tra i titoli da proporre in questa categoria può funzionare bene La prima volta di ogni cosa di Dan Santat, graphic novel pubblicata da Il Castoro, indicata per chi cerca una storia sull’adolescenza, l’imbarazzo, il cambiamento e la scoperta di sé con un tono visivo, ironico e accessibile. È una scelta forte per chi pensa che leggere significhi solo affrontare romanzi lunghi, perché mostra che una storia può essere profonda anche quando procede per immagini, scene e dialoghi.
In questa stessa area si possono inserire anche libri molto visivi, illustrati o dal ritmo grafico, pur non essendo sempre fumetti in senso stretto. Il ragazzo che addestrava i draghi di Andy Shepherd, pubblicato da Gribaudo, è una buona proposta per chi ama creature fantastiche, avventure leggere e immaginari immediati. La presenza dei draghi rende l’ingresso nella storia più naturale per chi cerca meraviglia e movimento prima ancora della “letteratura”.
Per un lettore che ama atmosfere magiche, mondi strani e riferimenti vicini all’immaginario dell’animazione, Il castello errante di Howl di Diana Wynne Jones può essere un passaggio successivo: non è un fumetto, ma ha un forte potenziale visivo e narrativo, soprattutto per chi conosce o ama l’universo dello Studio Ghibli. La nuova edizione italiana è pubblicata da Kappalab.
Avventure, misteri e storie che partono subito
Molti ragazzi non rifiutano la lettura: rifiutano la noia. Per loro servono libri che cominciano in fretta, con un problema chiaro, una missione, un mistero o un personaggio da seguire. L’avventura è una strada efficace perché sposta l’attenzione dalla fatica di leggere alla voglia di sapere cosa succede dopo.
Le avventure del giovane Lupin. Caccia al Dottor Moustache di Marta Palazzesi funziona proprio in questa direzione. Il fascino del giovane ladro gentiluomo, i travestimenti, le fughe e i colpi di scena lo rendono adatto a ragazzi che vogliono ritmo, astuzia e movimento. È un titolo utile quando si cerca un libro capace di sembrare più vicino a un’avventura cinematografica che a un compito di lettura.
Anche Lo strano caso della libreria Dupont di Fabrizio Altieri può essere un buon aggancio, soprattutto perché mette insieme mistero, ambientazione parigina, personaggi curiosi e una libreria piena di segreti. Il fatto che al centro ci sia proprio una libreria permette anche un bel collegamento editoriale con ubik: la libreria non è solo il luogo in cui si compra un libro, ma può diventare essa stessa uno spazio narrativo, misterioso e vivo.
Per chi ama le storie con atmosfere più cupe, La gita del terrore di Katherine Arden può intercettare i ragazzi attratti dal brivido. Il mistero, la tensione e il tono horror per ragazzi sono leve forti per lettori poco motivati, perché la paura, quando è ben dosata, crea una spinta naturale ad andare avanti.
Come non nominare il maghetto più famoso del mondo? Le avventure di Harry Potter della scritture britannica J. K. Rowling sono imprescinbili: magia, amicizia e avventure meravigliose nel castello di Hogwarts!
Libri per riconoscersi: scuola, amicizia e crescita
C’è poi una terza strada, molto importante: quella dei libri in cui i ragazzi ritrovano qualcosa di sé. Non sempre serve una grande avventura. A volte funziona una storia che parla di scuola, amicizia, imbarazzo, insicurezza, bullismo, desiderio di essere accettati o paura di sentirsi fuori posto.
Il club dei perdenti di Andrew Clements è particolarmente adatto a questa categoria perché parla di lettura senza trasformarla in una predica. Al centro c’è un ragazzo che ama leggere e che fonda un club dal nome provocatorio, ma la storia apre anche temi vicini alla vita quotidiana dei ragazzi, come amicizia, scuola e rapporti con i coetanei. È un titolo interessante perché può parlare sia a chi legge già, sia a chi si sente distante dai libri ma riconosce il bisogno di trovare il proprio posto.
Per chi ama invece librerie, magia e mondi nascosti, La Libreria in fondo all’Oltre di Amy Sparkes può essere una scelta accogliente e immaginifica. È un titolo che permette di lavorare bene anche nel contesto ubik, perché tiene insieme l’idea della libreria, del viaggio e della scoperta: tre elementi perfetti per raccontare la lettura non come obbligo, ma come attraversamento di una soglia.
I libri per i ragazzi che non amano leggere
I libri per ragazzi che non amano leggere non devono convincere con grandi discorsi, né presentarsi come un dovere. Devono aprire una possibilità. Possono avere il ritmo di un’avventura, la leggerezza di un fumetto, il mistero di una porta socchiusa, la voce di un personaggio in cui riconoscersi. Possono essere brevi, illustrati, divertenti, strani, pieni di dialoghi o di immagini: l’importante è che non sembrino un ostacolo, ma un invito.
Perché ogni lettore ha la sua porta d’ingresso. C’è chi entra da una graphic novel, chi da una storia di paura, chi da un libro comico, chi da un fantasy, chi da un racconto che parla finalmente di lui.
Bisogna solo trovare quella porta, aprirla con pazienza e lasciare che la curiosità faccia il resto.