Oscar 2026: i film nominati come Miglior Film tratti da libri
La corsa agli Oscar 2026 conferma un dato costante nella storia del cinema: molte delle opere più riconosciute dall’Academy nascono da libri.
Tra i titoli nominati come Miglior Film spiccano adattamenti che attraversano generi e periodi storici diversi, dal gotico ottocentesco alla narrativa americana contemporanea.
Ecco i romanzi e i racconti da cui prendono forma quattro dei film protagonisti della stagione!
Frankenstein – Dal romanzo di Mary Shelley al film di Guillermo del Toro
Pubblicato nel 1818, Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley è uno dei testi fondativi della narrativa fantastica e scientifica. Il romanzo racconta l’ambizione di Victor Frankenstein, giovane studioso che riesce a generare la vita assemblando materia inanimata.
La Creatura, dotata di intelligenza e sensibilità, si confronta con il rifiuto e l’emarginazione. Il romanzo riflette sul limite della conoscenza, sulla responsabilità morale dello scienziato e sul bisogno umano di riconoscimento. La tensione tra creatore e creatura resta il nucleo centrale di una storia che continua a interrogare il presente.
Il film di Frankestein: Guillermo del Toro e una nuova visione del classico
Il nuovo adattamento è diretto da Guillermo del Toro, autore che ha costruito la propria filmografia attorno a figure mostruose e marginali. Nel ruolo della Creatura troviamo Jacob Elordi, chiamato a interpretare un personaggio complesso, sospeso tra forza fisica e fragilità emotiva.
Il film, nominato agli Oscar 2026 come Miglior Film, punta su un impianto visivo ricercato e su una lettura che mette al centro il tema dell’identità e dell’abbandono. Il regista restituisce al testo di Mary Shelley la sua dimensione tragica, trasformando la storia in una riflessione sull’alterità e sulla responsabilità.
Hamnet – Nel nome del figlio
Con Hamnet, pubblicato nel 2021, Maggie O’Farrell ricostruisce la vicenda del figlio di William Shakespeare, morto nel 1596 a undici anni. Il romanzo sceglie di concentrarsi sulla famiglia e in particolare sulla figura di Agnes, madre e moglie.
La narrazione esplora il dolore come esperienza che modifica i legami e ridefinisce l’identità. Il testo suggerisce un legame tra la perdita del figlio e la nascita della tragedia Hamlet, aprendo una riflessione sul rapporto tra vita privata e creazione artistica.
Il film: una storia sulle origini di un capolavoro
L’adattamento cinematografico, candidato come Miglior Film agli Oscar 2026, porta sullo schermo una dimensione intima e familiare. Il film mette al centro il punto di vista di Agnes e costruisce un racconto che unisce ricostruzione storica e introspezione. La forza della trasposizione sta nella capacità di tradurre in immagini il legame tra perdita e memoria, suggerendo come un’esperienza privata possa generare un’opera destinata a durare nei secoli.
Nel nome del figlio. Hamnet
Una battaglia dopo l’altra – Libero adattamento da Vineland
Pubblicato nel 1990, Vineland di Thomas Pynchon è ambientato nella California degli anni Ottanta e guarda agli ideali e alle tensioni dei movimenti degli anni Sessanta. Il romanzo intreccia vicende familiari e conflitti politici, con una struttura narrativa articolata.
Pynchon riflette sul controllo istituzionale, sulla sorveglianza e sulla disillusione generazionale. La storia alterna registri diversi e costruisce un affresco dell’America attraversata da trasformazioni ideologiche e culturali.
Il film: un adattamento in chiave contemporanea
Una battaglia dopo l’altra, nominato come Miglior Film agli Oscar 2026, rielabora l’impianto narrativo di Vineland in una prospettiva attuale. Il film sceglie una linea più compatta e concentra l’attenzione sul rapporto tra individuo e potere.
L’adattamento mantiene il nucleo politico del romanzo e lo traduce in una storia capace di dialogare con il presente, mettendo in evidenza i temi della libertà personale e della memoria collettiva.
Vineland
Train Dreams – Dal racconto di Denis Johnson
Train Dreams di Denis Johnson è un racconto lungo ambientato tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, ancora inedito in Italia. Segue la vita di Robert Grainier, operaio impegnato nella costruzione delle ferrovie nel Nord-Ovest degli Stati Uniti.
Il testo attraversa incendi, trasformazioni del paesaggio e cambiamenti economici. Con una scrittura essenziale, Johnson racconta la solitudine e la resistenza silenziosa di un uomo comune dentro una fase di profonda trasformazione storica.
Il film: il respiro epico di una storia minima
Il film tratto da Train Dreams, nominato come Miglior Film agli Oscar 2026, amplia la dimensione visiva del racconto. Il paesaggio assume un ruolo centrale e diventa parte integrante della narrazione.
La trasposizione conserva il ritmo contemplativo dell’opera originale e mette in scena il passaggio da un’America di frontiera a un paese industrializzato. Il risultato è un racconto di formazione che si sviluppa nell’arco di un’intera esistenza.
A volte sento che la tristezza potrebbe mangiarmi vivo; altre volte sembra invece che tutto sia successo a qualcun altro
Robert Grainier
Quando il cinema riscopre i libri
Le nomination come Miglior Film agli Oscar 2026 mostrano quanto la letteratura continui a offrire storie stratificate e personaggi complessi. Dai classici come Frankenstein alla narrativa contemporanea di O’Farrell e Johnson, fino all’universo di Pynchon, il passaggio dalla pagina allo schermo conferma la vitalità del dialogo tra due linguaggi.
Per i lettori, questi film rappresentano un’occasione per tornare ai testi originali e riscoprirne la profondità. Per il cinema, la letteratura resta uno spazio di ricerca narrativa e di confronto con i grandi temi della modernità.