Sport e cultura negli Stati Uniti: libri per leggere il Mondiale 2026 oltre la partita
Il mondiale di calcio 2026 – che si tiene dall’11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, con alcune partite in Canada e Messico – torna in America a trentadue anni dalla storica edizione del 1994, che fece conoscere il soccer al grande pubblico americano.
Per molti appassionati europei e sudamericani, l’America di allora sembrava un paese lontano dalla tradizione calcistica: il Paese del baseball, del basket o del football americano, più che del pallone.
A più di trent’anni di distanza, il mondiale del 2026 allargato a 48 squadre è un’edizione sempre più globale, pensata per essere non soltanto un grande torneo calcistico, ma anche un enorme evento culturale e mediatico: il torneo arriva in un Paese in cui lo sport è spettacolo, con una cultura sportiva abituata a trasformare ogni competizione in mito.
Per avvicinarsi ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti, può essere utile fare una cosa apparentemente laterale: leggere. Leggere libri sullo sport americano, biografie sportive, romanzi e saggi capaci di raccontare l’America di oggi attraverso il suo modo di vivere lo sport.
Da USA ’94 al Mondiale 2026: il soccer torna in America
L’America del 2026 non è l’America del 1994: se allora il calcio arrivava negli Stati Uniti come un ospite illustre, nel 2026 torna in un Paese in cui ha trovato più spazio, più pubblico. Il soccer non ha di certo sostituito gli sport americani tradizionali, ma ha iniziato a dialogare con un immaginario più ampio, trovando il suo posto nella cultura sportiva americana.
In vista degli imminenti Mondiali 2026, Alessandro Vinci si chiede cosa manca davvero agli Stati Uniti per effettuare il decisivo salto di qualità sul rettangolo verde nel suo libro Il tempo del soccer. Passato, presente e (possibile) futuro del calcio negli Stati Uniti (Ultra), tracciando un parallelismo tra il più amato degli sport e il più potente dei paesi.
Il tempo del soccer. Passato, presente e (possibile) futuro del calcio negli Stati Uniti
Dai primi anni Novanta c’è tuttavia un ambito calcistico in cui gli Stati Uniti primeggiano: il calcio femminile, in cui la nazionale a stelle e strisce si è laureata campione del mondo per quattro volte.
Il movimento femminile, trainato da atlete diventate simbolo come su tutte la campionessa del mondo Megan Rapinoe – di cui è disponibile in libreria l’autobiografia One Life (Garzanti) – ha avuto un ruolo decisivo per la popolarità del soccer negli Stati Uniti, di cui sta beneficiando anche il movimento maschile.
Lo sport negli Stati Uniti come narrazione collettiva
Se il calcio non è ancora - e forse non sarà mai - lo sport più amato dagli americani, lo sport ha come nel resto nel mondo una dimensione centrale nell'immaginario collettivo degli Stati Uniti.
In America lo sport non resta quasi mai confinato al campo. La cultura sportiva americana ha la capacità di trasformare la competizione in una grande narrazione collettiva.
Per questo, avvicinarsi al Mondiale 2026 negli Stati Uniti significa anche provare a capire il modo in cui l’America guarda allo sport: non solo come intrattenimento, ma come linguaggio pubblico e mito nazionale. E per farlo, anche qui i libri ci vengono in soccorso.
Uno dei romanzi che aiutano a comprendere il legame indissolubile tra lo sport e il paese che ospiterà i prossimi mondiali di calcio è Friday Night Lights. Una città, una squadra, un sogno di H.G. Bissinger (66thand2nd), un libro che, pur non parlando di calcio ma di football americano, racconta una comunità che si riconosce in una squadra, una città del Texas che deposita nei ragazzi in campo il proprio desiderio di riscatto. Una dinamica molto simile a quanto accade con il calcio in Europa e in buona parte del mondo.
Friday night lights. Una città, una squadra, un sogno. Nuova ediz.
Dal football americano al baseball, il celebre romanzo Underworld di uno straordinario narratore americano come Don DeLillo mostra come lo sport possa diventare memoria nazionale, attraverso una pallina da baseball che, passando di mano in mano, attraversa decenni di storia americana e diventa così una porta d’accesso per raccontare un intero paese.
Underworld
Sport e sogno americano: quando la competizione diventa brand
Negli Stati Uniti ancor più che in Europa, lo sport è soprattutto un’industria culturale, in cui l’atleta è l'emblema del successo. Merchandising, documentari, autobiografie, campagne pubblicitarie: negli USA ciò che accade in campo diventa punto di partenza per qualcosa di più grande, in cui l’atleta incarna la figura del vincente e diventa un modello da seguire per milioni di americani.
Se c’è un libro che racconta bene questo binomio tra sport e industria culturale in America è L’arte della vittoria di Phil Knight, la straordinaria autobiografia del creatore di Nike, un brand che ha reso immortali attraverso storiche collaborazioni tantissimi atleti dello sport americano, su tutti Michael Jordan con le indimenticabili Air Jordan. La storia di Nike mostra meglio di qualsiasi altra come lo sport in America possa diventare un linguaggio globale per parlare alle persone.
L' arte della vittoria. Autobiografia del fondatore della Nike
Oltre lo sport: quale America accoglie il Mondiale?
Il Mondiale 2026 arriva in un momento particolare della storia recente degli Stati Uniti, in un’America sempre più attraversata da tensioni sociali, con una polarizzazione politica sempre più accentuata e un'opinione pubblica spaventata dall'instabilità globale.
In questo senso ospitare il Mondiale di calcio - l'evento più popolare e seguito al mondo - accende i riflettori su un paese diviso che vede tuttavia nella manifestazione un grande occasione per dare al mondo la migliore immagine di sè.
Per allargare lo sguardo oltre lo sport, ecco alcuni libri che aiutano a capire gli Stati Uniti alla vigilia del Mondiale:
Leggere il Mondiale 2026 oltre la partita
Il Mondiale 2026 negli Stati Uniti sarà molto più di un torneo calcistico. Sarà l’incontro tra il calcio globale e una cultura sportiva, quella americana, abituata a trasformare ogni competizione in spettacolo e mito.
Lo sport negli Stati Uniti diventa quindi una lente per leggere il Paese: le sue comunità, il suo rapporto con il successo, le sue promesse di riscatto e le sue contraddizioni.
Per questo avvicinarsi ai Mondiali attraverso i libri significa guardare oltre l'aspetto sportivo e allargare lo sguardo a partire dalle 104 partite del Mondiale che si giocheranno per oltre un mese.